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09.02.2012

Arriva il blizzard: neve e freddo
dalla Russia e colonnina a -6

Stanotte  la neve tornerà ad imbiancare le strade cittadine
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Vicenza. Il blizzard siberiano punta su Vicenza. Arriverà questa notte alle 22 il fenomeno nevoso proveniente dalla Russia che porterà in Nord Italia neve e freddo polare. Dalle 22 all'1 è prevista neve sia sulla città che su Basso Vicentino e Area Berica, che saranno le zone più colpite, visto che la corrente gelida toccherà Venezia, Padova e Treviso, dirigendosi poi verso l'Emilia Romagna. L'ESPERTO. «Il fenomeno - spiega Antonio Sanò di IlMeteo.it - porterà, nelle tre ore in cui passerà sul Vicentino, un paio di centimetri di neve, fine ma ghiacciata, ridotta visibilità, vento gelido a 40 km all'ora e un brusco calo della temperatura. Se, infatti, la giornata sarà abbastanza mite, complice anche il sole, e si potranno raggiungere anche i 5 o 6 gradi, all'arrivo del blizzard si passerà dagli 0° di prima del fenomeno ai -6° di quando se ne andrà». «L'aria - continua - arriva infatti dal Mar Baltico ed essendo molto veloce non riesce a scaldarsi. Al momento (ieri sera) è in Polonia e tra 24 ore sarà qui. Le Alpi, infatti, ci proteggono solo in parte, visto che trova un varco a Trieste». Un fenomeno simile, come racconta ancora l'esperto, non si vedeva dal 13 dicembre 2001, anche se allora i centimetri di neve caduti furono addirittura dieci in poche ore. L'arrivo della perturbazione è confermato anche dall'Arpav, che sottolinea però come «il Vicentino non sarà la zona interessata dai venti più forti, che si verificheranno soprattutto sulla costa e in quota». PROTEZIONE CIVILE. In vista di questo evento la Protezione civile del Veneto ha dichiarato lo stato di attenzione per nevicate su tutto il territorio regionale, da questa sera fino a domani mattina, segnalando che le temperature particolarmente rigide potranno favorire la formazione e la persistenza di ghiaccio. Per quanto riguarda il vento, invece, lo stato di attenzione sarà esteso fino a sabato. Il coordinamento regionale ha quindi allertato tutto il sistema di Protezione civile, che dovrà essere operativo, pronto ad attivare i rispettivi piani antineve e a dichiarare, in caso di particolari criticità, lo stato d'allarme. La protezione civile regionale seguirà comunque tutti gli sviluppi. STRANEZZE CLIMATICHE. La congiuntura meteorologica su cui andrà a incidere il blizzard, del resto, ha già abbastanza del paradossale. In concomitanza dell'arrivo in Europa della corrente siberiana, infatti, sull'Atlantico l'anticiclone subtropicale si è talmente allungato lungo i meridiani da raggiungere le aree subpolari del Nord Atlantico, col risultato che alle Isole Svalbard, che sono a 80° nord, cioè ben oltre il circolo polare artico, ci sono in questi giorni temperature che sono di circa 5 gradi superiori a quelle del Nord Italia. Una combinazione che, secondo gli esperti, è piuttosto rara. RACCOMANDAZIONI. Sanò, comunque, cerca di fugare gli allarmismi: «Le precipitazioni nevose, come dicevo, saranno inferiori a quelle del 2001 e sarà un fenomeno più che altro folcloristico, che non dovrebbe creare grossi disagi. Anzi, per chi lo vedrà sarà affascinante, visto che l'aria si riempirà di cristalli ghiacciati. Sembrerà di essere i mezzo ad una tormenta di neve. In ogni caso raccomandiamo che, chi può, non utilizzi l'automobile mentre nevica». © RIPRODUZIONE RISERVATA   “Il Piovene organizza soggiorni studio al Polo Nord e in Groenlandia”. Chissà se ieri chi ha letto il cartello esposto fuori da scuola ci ha creduto. In fin dei conti all'istituto commerciale di corso San Felice il turismo è di casa. Questa volta però il viaggio tra i pinguini era una provocazione per attirare l'attenzione su un disagio che gli studenti dell'itc lamentano da giorni, soprattutto da quando la colonnina di mercurio è scesa vertiginosamente. «Alcuni di noi la mattina arrivano molto presto, alle 7,15, senza che ci sia la possibilità di entrare a scuola perché manca la sorveglianza. Ci rendiamo conto che il personale scarseggia e che la vigilanza è necessaria, ma aspettare fuori un quarto d'ora con nove gradi sotto lo zero, come è accaduto martedì scorso, non è affatto piacevole». Di qui la protesta, in prima linea gli studenti, circa una quarantina, che ogni giorno arrivano davanti ai portoni del Piovene alle 7,15 provenienti da Montebello, Arzignano, Dueville, Torri di Quartesolo e lì rimangono fino all'apertura dei cancelli, alle 7,30. «Se prendiamo il bus successivo arriviamo troppo tardi - spiega uno studente di Lerino – di conseguenza il quarto d'ora di anticipo è l'unica soluzione per entrare puntuali in classe alle 7,40 quando iniziano le lezioni».  Lo sa bene anche il preside del Piovene, Antonio Mingardi, che ieri ha incontrato gli alunni per capire quanti di loro sono coinvolti nell'anticipo forzato e cosa è possibile fare per evitare un'attesa che in questi giorni causa gelo si trasforma in una vera e propria sofferenza. «Abbiamo individuato due locali che possono accogliere gli studenti, non più di una quarantina, che arrivano molto presto. Si tratta degli atri che si affacciano su via Torino e corso San Felice dove i ragazzi potranno rimanere con l'accordo che in nessun modo è consentito accedere alle aule prima del suono della campanella».  Porte aperte, dunque, e freddo scongiurato, anche se la questione degli anticipi causa trasporti rimane irrisolta. «Più volte – interviene Pierangelo Peretti, presidente di Interistituti, l'organismo che rappresenta la componente genitori nella scuola – abbiamo fatto presente la mancanza di strutture adeguate per l'accoglienza al mattino o per la pausa pranzo in caso di rientri. Inutile parlare di settimana corta e sabato libero se mancanopunti di ritrovo per i seimila studenti che gravitano in quegli istituti».  © RIPRODUZIONE RISERVATA

Maria Elena Bonacini Anna Madron
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