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31.10.2011

Abbruscato spinge il Vicenza a 110

Elvis Abbruscato
Elvis Abbruscato

Vicenza. Fondamentale. Non servono tanti aggettivi per dire che rapporto c'è tra il Vicenza ed Elvis Abbruscato. Perchè lui c'è sempre: al posto giusto, al momento giusto. Elvis è bomber nel vero senso della parola e il riconoscimento gli è arrivato pure da un grandissimo come Paolo Rossi che, in un'intervista al nostro giornale, parlando di lui ha detto: «Quando lo vedo mi ricorda certi bomber dei miei anni, di quelli che dicevi: riesce a segnare pure spalle alla porta». Per Abbruscato 6 centri realizzati finora e c'è da ringraziare il cielo che indossi ancora la maglia biancorossa. Fondamentale Elvis anche contro l'Albinoleffe, bellissimo il suo gol che a fine gara ha tenuto a dedicare: «Ai miei tre figli: Diego, Aurora e Achille, perchè sono tre bambini eccezionali».
È così Abbruscato, mai solo giocatore, sempre uomo con i suoi ideali e i suoi valori e forse la sua forza sta proprio in questo.
Il suo commento alla partita spiazza: «La vittoria è la dimostrazione che a volte quello che si vede da fuori non è detto rispecchi quello che si vive all'interno».
Per essere più chiari?
«Da fuori si pensa che una squadra che in casa va sotto di un gol e rimane in dieci uomini alla fine perde, ma questo non ci ha demoralizzato, anzi ci ha ricaricato e ci ha portato alla vittoria».
Un brutto primo tempo, poi nella ripresa avete fatto meglio.
«Ma no, solo che nel primo tempo eravamo legati anche fisicamente poi invece nel secondo siamo usciti, credetemi c'è poco da leggere, è tutto molto semplice».
Eppure è sembrato che la svolta si sia avuta con l'uscita di Alemao e il riposizionamento di alcuni giocatori.
«Io non faccio l'allenatore, non sta a me parlare di queste cose, io posso invece dire quali sono le sensazioni che viviamo noi in campo e la reazione è stata palese».
Dovuta a cosa allora?
«Anche qui semplice: siamo tornati in campo sapendo che o la va o la spacca; dovevamo, e l'abbiamo fatto, pressare a tutto campo; dovevamo segnare e l'abbiamo fatto».
Tutti le riconoscono grandi doti, anche quest'anno ha un trend molto positivo, le capita mai di pensare che potrebbe con pieno merito giocare in una formazione con ben altri obiettivi?
«No, mai, sarò monotono, ma per me è così: il dono che ho di stare qui è quello che mi dà il Signore e vuol dire che merito questo e anzi io devo sfruttarlo al massimo».
Torniamo alla gara. Una persona come lei sempre riflessiva, quando vede un episodio come quello che ha portato all'espulsione di Zanchi cosa pensa?
«Pensa che è stato valutato in modo diverso da come è accaduto, perchè Marco è andato di piatto, non è entrato a piè pari, credetemi la dinamica non è stata come è sembrata da fuori, per questo scuso l'intervento di Zanchi».
Il trittico è iniziato con una vittoria, ora altre due partite in quattro giorni, come vede questo momento del campionato?
«Dobbiamo raccogliere quello che stiamo seminando».
Ma si è seminato bene?
«Assolutamente sì, ne sono convinto».
Cagni cosa ha portato?
«Farei un discorso più ampio: stabilito che noi giocatori fondamentalmente siamo degli insicuri, troviamo giovamento nel cambiamento perchè così allontaniamo da noi le responsabilità e questo capita ovunque e anche ai grandi campioni».
Resta il fatto che Cagni sembra molto diverso da Baldini.
«Non mi va di rispondere, perchè sono convinto che sempre quando si arriva al cambio di allenatore ci sia una delusione in noi giocatori, perchè non siamo stati capaci di tradurre i suoi insegnamenti».
Cagni ha ribadito che comunque siete un gruppo di buon valore per la B e che prima o poi si vedrà.
«Io sono dell'avviso che va bene sentirsi forti ma che bisogna pure capire che dobbiamo sempre dare il 110 per cento e quindi non ci si può limitare a fare l'80 , noi insomma per spuntarla dobbiamo fare sempre più degli altri».
Domani di nuovo in campo, trasferta a Castellammare.
«Gara difficile come con l'Albinoleffe, come sarà con il Gubbio, come tutte insomma, sono scontri alla pari».

Alberta Mantovani
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