@GdV: il mio commento non conteneva insulti ed era inerente al tema. E' stato dapprima pubblicato, poi misteriosamente cancellato. Ho il sospetto di essere nella "lista nera" del moderatore. Me ne farò una ragione e cercherò di superare questo momento.
Ma oltre a chiedere se il nome l'hanno scelta loro o noi (che importanza ha?) perchè il giornalista non ha chiesto anche dei piccoli esempi sul positivo impatto economico di questa struttura, sulle ripercussioni positive sui consumi? Qualcuno riesce a vederli?
Finalmente è tornato! Quanto tempo è passato dall'ultima sparata: "La crisi? Ma se i ristoranti sono pieni e si fa fatica a prenotare un posto in aereo". Adesso ha un anno di cazzate da raccontarci!
Quoto rsilvio: come ho già avuto modo di commentare ieri il modello statistico/matematico applicato dalla regione per il Bacchiglione è risultato fallimentare perchè si basa su dati e alcune considerazioni forzate, che portano ad una previsione errata e che crea di conseguenza ingiustificato allarmismo. A quanto ne so, ma sono chiacchiere di corridoio (o di treno, visto il luogo dove ne ho avuto modo di parlarne) il modello di Torri (che funziona) verrà "esportato" ed utilizzato, sembra, anche a Vicenza. @tyuiop: lasci perdere i terremoti, mi sembra che sia tutt'altra cosa.
Quanto ci vuole a cambiare il modello statistico per la previsione delle piene a Vicenza utilizzato dalla regione Veneto (non dal sindaco Variati: diamo ad ognuno le proprie responsabilità)? La sperimentazione può dirsi finita con una bocciatura del modello stesso, che crea solo allarmismo. Sintonizzarsi sul meteo? E' come affidarsi al dolore dei calli per sapere che tempo farà. Da quel poco che ne so io il problema di questo modello è che si basa troppo sul meteo e troppo poco sulle rilevazioni; oltre ad altre considerazioni troppo forzate che lo rendono del tutto inaffidabile.
Quanto ci vuole a cambiare il modello statistico per la previsione delle piene a Vicenza utilizzato dalla regione Veneto? La sperimentazione può dirsi finita con una bocciatura del modello stesso, che crea solo allarmismo.
Leggo da un sito di diritto di cui non posso pubblicare il link perché non verrebbe pubblicato (così mi è stato risposto tempo fa dal GdV: per politica aziendale non ospitiamo link di alcun genere sul nostro sito! Ma vedo che altri link trovano spazio…): “Lo stato di calamità, è una condizione conseguente al verificarsi di eventi naturali calamitosi di carattere eccezionale che causano ingenti danni alle attività produttive dei settori dell’industria, del commercio, dell’artigianato e dell’agricoltura. Sotto il profilo giuridico lo stato di calamità naturale è disciplinato da una normativa ordinaria che regola l’intervento finanziario a ristoro parziale del danno.” Mi sembra che carattere non sia più di eccezionalità, ma riveste il carattere di periodico. Chi è a capo della regione dovrebbe rendersi conto che la gente è stufa di risarcimenti PARZIALI, ma chiede interventi DEFINITIVI. A quando gli invasi di contenimento? Li vogliamo fare o no?